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Mi spiegate il complemento di specificazione?

 Il complemento di specificazione serve a determinare meglio il nome a cui si riferisce.

È introdotto dalla preposizione di e risponde alla domanda: di chi? di che cosa?

Esempi:

- Il libro di Viola è sul tavolo.

- Vorrei una copia del giornale

di Viola e del giornale sono i complementi di specificazione

Se dipende da nomi che indicano amore, odio, desiderio, difesa, ecc., si distingue tra specificazione soggettiva e specificazione oggettiva, secondo che corrisponda a un soggetto o un oggetto dell'azione indicata. Ad esempio "l'amore dei genitori" indica specificazione soggettiva se sono i genitori ad amare, specificazione soggettiva se sono altri ad amare i genitori, come si potrà capire dal contesto.

 
18 febbraio 2013 12:01
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Mi spiegate il complemento predicativo dell'oggetto

Il complemento predicativo dell'oggetto è un nome o un aggettivo che completa il senso del predicato e si riferisce al complemento oggetto.

Hanno il predicato dell'oggetto, nella forma attiva, i verbi:

• appellativi (chiamare, soprannominare);

• elettivi (eleggere, nominare);

• estimativi (stimare, considerare);

• effettivi (rendere, far diventare).

 

Ecco qualche esempio:

Hanno chiamato il proprio figlio Ludovico

I Romani elessero Augusto imperatore.

I Greci consideravano i Traci barbari e selvaggi.

La presenza di tanta gente al suo compleanno lo rendeva felice.

 

Ludovico, imperatore, barbari, selvaggi, felice sono complementi predicativi del complemento oggetto.

 
18 febbraio 2013 12:01
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Che cosa sono e qual'è la differenza tra complemento d'agente e di causa efficiente?

Il complemento di agente indica la persona o l'animale che compie l'azione in una frase di forma passiva.

Risponde alla domanda da chi? ed è introdotto dalla preposizione da.

Pompeo fu sconfitto Da CESARE a Farsàlo.

 

Se a causare l'azione del verbo di forma passiva è una cosa si ha un complemento di causa efficiente.

La vela è spinta DAL VENTO

 
18 febbraio 2013 12:01
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Mi date qualche notizia sull'affresco il presepe di Greccio di Giotto?

La scena affrescata da Giotto alla fine del XIII secolo, che rappresenta il presepe di Greccio — cioè un episodio della vita di san Francesco —, fa parte del ciclo decorativo della Basilica Superiore di Assisi.

Nell'affresco di Giotto è il chiaroscuro a definire con nuovo vigore il volume delle figure, mentre la disposizione dei personaggi che si affollano nella chiesa contribuisce a creare un forte senso dello spazio.

Ciò che suggerisce maggiormente la profondità è però l'architettura dipinta: in particolare, la croce inclinata ci lascia intuire uno spazio oltre la parete.

Giotto, pur non utilizzando un sistema scientifico e coerente per rappresentare lo spazio, riesce a produrre un efficace effetto visivo: grazie alla convergenza verso il centro delle linee oblique del pulpito e del ciborio ottiene infatti una profondità credibile.

 

 
17 febbraio 2013 20:01
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Ricerca sui mosaici di Giustiniano e Teodora

I due mosaici di cui parli si trovano a Ravenna nella chiesa di San Vitale: la scena raffigurante l'imperatore Giustiniano con la sua corte si trova sulla parete sinistra dell'abside e di fronte ad essa, sulla parete destra, si trova il mosaico con l'imperatrice Teodora accompagnata dal suo seguito.

I due sovrani sono rappresentati mentre portano offerte nel giorno della consacrazione dell'edificio. Nel catino absidale è invece raffigurato Cristo assiso sul globo del mondo tra angeli e santi. I mosaici furono eseguiti tra il 546 e il 548, poco dopo l'edificazione della chiesa.

I nomi degli autori di queste opere, come frequentemente avveniva nel Medioevo, sono ignoti.

I due mosaici risalgono agli anni immediatamente seguenti la conquista di Ravenna da parte di Giustiniano e, secondo alcuni storici, sono così vicini allo stile di Bisanzio — caratterizzato da una spiccata tendenza all'astrazione, alla bidimensionalità e al decorativismo — da essere frutto del lavoro di artisti provenienti proprio dalla capitale dell'impero d'Oriente. Le due scene riproducono un avvenimento che però in realtà non si verificò nella storia, in quanto Giustiniano e Teodora non si recarono mai a Ravenna.

La scena del mosaico di Giustiniano si svolge in uno spazio astratto. Lo sfondo infatti non è caratterizzato dalla presenza di elementi architettonici o naturali: la superficie è d'oro nella parte superiore e verde nella parte inferiore.

Anche nel mosaico di Teodora lo spazio risulta irreale, nonostante la scena si svolga all'interno o nell'atrio di ingresso di una chiesa. Nella parte superiore sono poste delle tende e, sopra l'imperatrice, la valva rovesciata di una conchiglia (simbolo di regalità); all'estremità sinistra si trovano una porta e una fontanella, ciascuna rappresentata da due punti di vista differenti.

Le tessere dorate dei due mosaici riflettono la luce creando un alone luminoso attorno alle figure che smaterializza ulteriormente lo spazio.

 
17 febbraio 2013 20:01
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Devo fare un tema su Lucio Fontana e la rappresentazione dello spazio

Lo studio della rappresentazione dello spazio è stato uno dei temi di ricerca più importanti delle arti figurative e un problema molto sentito dagli artisti, a causa della difficoltà da essi incontrata nel trasferire sul piano bidimensionale del foglio e della tela l'immagine della realtà tridimensionale percepita dall'occhio.

Lucio Fontana, che negli anni Quaranta del Novecento aveva fondato il movimento artistico denominato «Spazialismo», abbandonò la rappresentazione illusoria della profondità per sfruttare unicamente lo spazio concreto della tela.

L'artista, infatti, nelle serie dei «tagli», dei «concetti spaziali» (vedi la famosa opera Concetto spaziale, 1962, acquarello su tela) e dei «teatrini», lacera con buchi slabbrati o con tagli decisi la superficie del quadro, che si apre e si piega divenendo spazio reale e tridimensionale. In questo modo la ricerca di Fontana fonde pittura e scultura e riesce a superare la lunga tradizione artistica occidentale legata alla rappresentazione illusoria dello spazio.

 
17 febbraio 2013 20:01
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